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Universal Design e Design For All: Accessibilità e Inclusione
Scopriamo la Progettazione Universale
Oggi noi di IREDA Rampe Disabili Milano desideriamo soffermarci sui principi di accessibilità che, se rispettati e messi tutti in pratica, favorirebbero un mondo senza barriere architettoniche.
Per parlare di questi importanti fondamenti non possiamo fare a meno di menzionare lo Universal Design, nonché la sua variante Design for All, ovvero una moderna metodologia di progettazione che mette al centro proprio la creazione di edifici e ambienti accessibili a tutti e completamente privi di barriere architettoniche.
Ma c’è di più. In IREDA Milano, in virtù del nostro core business, siamo abituati a parlare della disabilità motoria che colpisce anche gli anziani, ma i principi di cui parleremo oggi abbracciano tutte le disabilità incluse, per esempio, quella uditiva e quella visiva.
Facciamo un ulteriore passo avanti. La progettazione universale, o progettazione per tutti, è proprio pensata per tutti, indipendentemente che esista o meno una condizione di disabilità: del resto in presenza di ambienti completamente accessibili tutti vincono!
È stato l’architetto americano Ronald L. Mace a coniare per primo il termine “universal design”, proprio per indicare la progettazione di ambienti artificiali aperti a chiunque e anche piacevoli da vivere. Già prima di questo illustre architetto si era affrontato il tema dell’accessibilità e di ambienti senza barriere architettoniche che fossero anche a misura d’uomo ed esteticamente piacevoli: nessun compromesso doveva essere accettato.
La domanda a cui si cerca di rispondere è la seguente: come possiamo progettare un mondo senza barriere architettoniche? Per comprendere meglio il problema che si pongono tantissimi architetti e associazioni, vogliamo rifarci a una famosa citazione del progettista irlandese Paul Hogan, presidente onorario nonché fondatore di Design for All Europe (EIDD).
“Un buon progetto abilita, un cattivo progetto disabilita” - Paul Hogan
I principi che regolano Design for All e Universal Design
Compreso cosa sia il Design for All, non ci resta che scoprire i principi che devono regolare una progettazione universale che metta al centro l’essere umano e l’accessibilità dei luoghi. In questo caso, si va ben oltre il semplice concetto di “abbattimento barriere architettoniche”, ma si punta a una progettazione flessibile che si adatta alle diverse abilità umane.
I principi in questione sono:
- Principio di equità: la soluzione identificata deve essere utile a tutti e non deve stigmatizzare gli utilizzatori, facendoli così sentire diversi o esclusi;
- Principio di flessibilità: la soluzione individuata è flessibile perché può essere usata in modo diverso e a discrezione dell’utilizzatore. Un esempio può essere la rampa in acciaio IREDA Access installata all’ingresso di un hotel di lusso di Milano composta sia da una rampa sia da tre gradini. È la soluzione che si adatta alle esigenze degli utilizzatori e non viceversa;
- Principio di semplicità: la semplicità di utilizzo è essenziale. Tutte le persone devono poter comprendere intuitivamente come utilizzare le soluzioni per l’accessibilità, soluzioni che devono quindi rispettare anche le varie diversità culturali;
- Principio di percettibilità o leggibilità dell’informazione: tutte le informazioni vengono comunicate in modo chiaro, immediato, efficace e semplice. Considerando le varie disabilità, si deve ricorrere a diversi metodi per comunicare tali informazioni, da quelli grafici a quelli acustici;
- Principio di tolleranza dell’errore: la soluzione identificata deve essere in grado di minimizzare i rischi da azioni involontarie fornendo, per esempio, chiari segnali di errori o ricorrendo a dispositivi di sicurezza;
- Principio di contenimento dello sforzo fisico: la soluzione migliore è quella che non richiede fatica all’utente che, al contrario, dovrà mantenere una posizione neutra, utilizzare solo la forza necessaria (di solito minima), limitando anche azioni ripetitive o eccessivo sforzo fisico;
- Principio di misure e spazi sufficienti: dimensioni della soluzione e gli spazi per l’avvicinamento e il suo utilizzo devono essere adeguati e adatti allo scopo.
Il design per la diversità umana
Quando si pensa a Design for All si pensa subito a edifici futuristici dove tutti godono di parità di accesso e dove i limiti imposti dalle barriere architettoniche sono solo un ricordo. Anche se è questo l’obiettivo da raggiungere, non dobbiamo dimenticarci di invenzioni che sono ormai entrate nelle nostre vite e che rappresentano a tutti gli effetti dei vantaggi per tutti.
In questa classificazione, tuttavia, rientrano anche oggetti di uso comune che aiutano a semplificare la vita di chiunque, indipendente dalla presenza o meno di una disabilità. Il velcro, per esempio, viene ampiamente utilizzato non solo nelle scarpe di anziani e disabili, ma anche in quelle dei bambini piccoli che ancora devono imparare a usare le stringhe.
Un altro esempio è rappresentato dalle valige trolley. Invece di sollevare pesanti valige per portarle sempre con sé, grazie all’inserimento delle 4 ruote chiunque può trascinarsi la valigia senza alcuna fatica, anziani e bambini compresi. Ammettiamolo, l’introduzione dei moderni trolley è stata una manna dal cielo per tutti! Questo è il perfetto esempio di progettazione universale grazie alla quale tutti vincono.
Cosa significa quindi progettare per la diversità umana? Vuol dire riconoscere che gli esseri umani sono tutti diversi e che quindi presentano anche diversi bisogni. Il diritto all’inclusione passa attraverso la risposta che si fornisce a questi bisogni, una risposta che non deve essere standard, magari a discapito di alcune persone, ma deve essere una soluzione pensata con cura e in grado di fornire una risposta veramente completa e inclusiva.
In parole più semplici, basta progettare ambienti, prodotti o servizi che solo una fetta della popolazione può sfruttare, ma apriamoci alle diverse abilità umane e lasciamo che siano loro a guidare la progettazione.
Design for All per il Futuro, IREDA per il presente
Negli ultimi anni si stanno compiendo grandi passi in avanti nel mondo della progettazione universale, ma nonostante questo nel mondo sono ancora presenti numerose barriere architettoniche erette soprattutto in passato. Fino a qualche decennio fa non vi era la giusta attenzione all’accessibilità, vi era una diversa sensibilità e una diversa cultura, l’utilizzo di barriere architettoniche era la norma.
La progettazione universale è il futuro, perché ricerca e propone costantemente soluzioni per migliorare le vite di milioni o addirittura miliardi di persone, ma non possiamo dimenticarci dei problemi che abbiamo ereditato dal passato: gradini all’ingresso di negozi e uffici pubblici, rampe di scale nelle abitazioni, cordoli e salite impervie.
Questi sono solo alcuni esempi di barriere architettoniche che limitano la vita di tantissime persone in tutto il mondo, Italia compresa. Noi di IREDA Rampe Disabili Milano lavoriamo da oltre 30 anni per aiutare i nostri Clienti ad avere una vita più accessibile e inclusiva.
Non ci limitiamo a proporre in vendita importanti prodotti come pedane per disabili, montascale (incluso il montascale a cingoli) e piattaforme elevatrici per disabili, ma molti di questi prodotti rientrano nei nostri servizi di noleggio grazie ai quali aiutiamo i nostri Clienti a rendere accessibili e inclusivi i loro eventi.
Se lo desideri puoi visitare lo show-room montascale e lo show-room pedane situati presso la nostra sede a Pero Milano: uno dei nostri tecnici sarà lieto di mostrarti i vari prodotti e di rispondere a tutte le tue domande. Non devi far altro che contattarci!