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Accessibilità e Usabilità degli Stadi: Problemi ed Esempi Virtuosi
Andare allo stadio? Potrebbe essere un problema
Nell’articolo dedicato all’inclusività nello sport abbiamo toccato un argomento che andremo ad analizzare meglio oggi: l’accessibilità degli stadi, con particolare riferimento per quelli italiani. Come abbiamo detto in quell’articolo, è sicuramente molto importante promuovere e favorire lo sport per le persone disabili a beneficio di una maggiore inclusività, ma come fare se molte strutture sportive non sono accessibili?
Ricordiamoci che promozione sportiva e inclusione non passano solo dal praticare attivamente uno sport, ma anche dalla partecipazione alle competizioni sportive in qualità di pubblico. Questo aspetto si ricollega tantissimo anche a un altro discorso: l’inclusività dei concerti.
Noi di IREDA Rampe Disabili Milano abbiamo dimostrato più e più volte come i nostri prodotti, visionabili nello show-room pedane disabili e nello show-room montascale, siano in grado di abbattere numerose barriere architettoniche, anche grazie alla preparazione e professionalità dei nostri tecnici che sono sempre in grado di fornire soluzioni altamente personalizzate.
Se esistono modi sicuri per abbattere le barriere architettoniche, perché lasciare che alcune di queste barriere continuino a sopravvivere negli stadi italiani? Prima di procedere, bisogna esplicitare un dato di partenza: ad eccezione dell’Allianz Stadium Juventus realizzato nei primi anni 2000 e unico stadio italiano ad essere completamente privo di barriere architettoniche, tutti gli altri stadi sono di vecchia costruzione, utilizzati soprattutto per i Mondiali Italia 90 e, da allora, non hanno subito interventi radicali.
In passato, non vi era la giusta attenzione per l’accessibilità e l’inclusività degli spazi pubblici e questo ha portato alla progettazione e alla realizzazione di stadi capienti, ideali per ospitare partite di alto livello, ma senza curarsi delle persone con disabilità. Per fortuna le cose oggi stanno cambiando!
Accessibilità stadi italiani: chi è promosso e chi bocciato?
L’accessibilità degli stadi non deve essere misurata solo pensando agli spettatori, ma anche a coloro che vi lavorano, come i cronisti e i giornalisti sportivi.
La stessa UEFA si sta preoccupando della situazione stadi, una situazione che in Italia è peggiore rispetto al resto d’Europa. Per esempio tutti gli stadi, chi più e chi meno, hanno un’area riservata alle persone in carrozzina: il problema è che questi spazi sono spesso ridotti al minimo e talvolta situati dietro i normali posti a sedere oppure caratterizzati da una visuale ridotta e scadente.
Un ulteriore problema riguarda la sicurezza. Per accedere alle aree riservate ai disabili si è spesso costretti a ricorrere ad ascensori. Si tratta di una cosa normale, ma cosa succede se si deve evacuare lo stadio in caso di emergenza? In tali situazioni gli ascensori non possono essere utilizzati, ma quindi come uscirebbero le persone in carrozzina? Si tratta di un problema ancora oggi non risolto.
Se ci concentriamo sull’aspetto lavorativo di questi luoghi, le cose non cambiano. In molte realtà, la tribuna stampa semplicemente non è accessibile, in altri casi invece si deve richiedere l’accredito stampa in larghissimo anticipo, perché essendoci pochi posti a disposizione, si rischia di rimanere esclusi.
L’esperienza di Stefano Pietta
Questa triste realtà è stata portata alla luce da Stefano Pietta, un giornalista con tetraparesi spastica. Il giornalista ha scritto a tutte le società di calcio di serie A (campionato 2023-2024) chiedendo l’accreditamento e quindi la possibilità di accedere con la sua carrozzina all’area stampa dello stadio per svolgere il suo lavoro di cronista.
Alla richiesta del giornalista, alcune società sportive hanno risposto che era impossibile accedere all’area media e stampa con la carrozzina, aggiungendo che poteva accedere all’area riservata alle persone con disabilità. L’alternativa non era ovviamente adatta, perché per seguire professionalmente una partita di calcio e farne la cronaca, è essenziale poter usufruire di spazi e tecnologie disponibili solo nell’area media degli stadi.
Basandosi su questa sua semplice richiesta e sulle risposte ottenute, Stefano Pietta ha stilato una classifica di accessibilità dell’area media degli stadi italiani di serie A.
Tra i promossi vi sono quelli di Roma, Napoli, Verona e quello della Juventus. I bocciati sono Bologna, Empoli, Fiorentina, Milano, Salerno e Udinese, mentre due stadi sono rimandati (Torino e Genova). Le restanti società non hanno risposto e quindi non sono state inserite nella classifica.
Accessibilità, stadi ed Europei 2032
La piccola inchiesta di Stefano Pietta si inserisce in un contesto molto più ampio e di stampo internazionale, soprattutto se si considerano gli Europei Italia Turchia 2032. Come possiamo ospitare un evento sportivo così importante con stadi ormai datati e poco inclusivi?
Queste e altre considerazioni sono ovviamente al centro di numerose discussioni sia nella UEFA sia della FIGC.
Serviranno ovviamente fondi, ma in un palcoscenico così importante il nostro Paese deve adeguarsi e favorire l’accesso di tutti e non commettere l’errore di escludere pubblico o membri della stampa.
Alcuni esempi virtuosi in Europa
Sebbene in Italia si stiano cercando strade per rendere accessibili gli stadi ancora in uso, sia per gli spettatori sia per chi vi lavora, in Europa ci sono già molte realtà che hanno fatto dell’inclusività un Valore irrinunciabile, puntando su stadi all’avanguardia o migliorando sensibilmente quelli ancora in uso.
Per comprendere meglio come sia possibile migliorare le strutture sportive e quanta strada ci sia ancora da fare, ecco alcuni esempi virtuosi ai quali potremo fare riferimento:
- Tottenham Hotspur Stadium: chiamato anche New White Hart Lane, il leggendario stadio del Tottenham si trova nell’omonimo quartiere di Londra e ha subito migliorie per agevolare diverse disabilità. Per esempio è stata creata una stanza sensoriale (Sensory Suite) che offre un ambiente ideale per persone affette da autismo o altre disabilità sensitive;
- O2 Arena: spazio coperto polifunzionale a Londra che eccelle dal punto di vista dell’accessibilità, del resto non è un caso se proprio qui si sono tenuti i campionati di pallacanestro in carrozzina). Oltre ad essere una struttura sportiva accessibile di grandissima importanza, offre anche uno spazio per famiglie e parcheggi per i passeggini;
- Old Trafford: spostiamoci a Manchester per ammirare questo tempio del calcio, uno stadio pensato per offrire esperienze uniche proprio a tutti. La ciliegina sulla torta di questo stadio è l’area riservata a carrozzine e accompagnatori per un totale di 278 posti dedicati;
- Allianz Arena: casa del Bayern Monaco, questo moderno stadio, che verrà usato per i prossimi Europei 2024, non solo offre impressionanti giochi di luci, ma anche posti riservati per persone disabili e un intero livello completamente privo di barriere architettoniche.
Il Valore dell’inclusività grazie a IREDA Rampe Disabili Milano
In IREDA Rampe Disabili Milano siamo sempre attenti all’accessibilità degli ambienti pubblici e privati. Anche il più piccolo dislivello rappresenta una barriera architettonica che deve essere superata in estrema sicurezza.
Nel nostro show-room montascale e nello show-room pedane per disabili è possibile toccare con mano e provare alcuni dei nostri prodotti per l’accessibilità, tutti provvisti di Dichiarazione di Conformità CE: ognuno di essi ben si presta a superare determinate barriere architettoniche.
Per esempio il sistema di rampe componibili Excellent System è adatto a piccoli dislivelli, mentre la rampa in alluminio IREDA Access, una rampa modulare e personalizzabile, è perfetta per dislivelli più impegnativi. Il medesimo ragionamento può essere fatto per i montascale e, in particolare, per le nostre piattaforme elevatrici: IREDA Slim-Lift è ideale per dislivelli fino a un metro e 20 cm, mentre IREDA Lift-Up è in grado di raggiungere diversi piani di uno stabile.
Numerose sono le soluzioni per rendere un ambiente accessibile, devi solo affidarti ai professionisti di IREDA Rampe Disabili Milano per una soluzione personalizzata. Se desideri ricevere maggiori informazioni o fissare un appuntamento con i nostri tecnici per un sopralluogo, non esitare a contattarci.